Percorso mediamente tecnico lungo il fiume Ticino, con passaggi molto stretti all’interno della vegetazione del Parco che hanno costretto i biker a prestare molta attenzione per evitare radici, rami sporgenti e altri ostacoli comunque discretamente segnalati dall’organizzazione.
Le fasi iniziali della gara hanno generato un po’ di confusione soprattutto per la composizione della griglia di partenza, dato che non c’era alcuna fettuccia a delimitare almeno la linea dello start, cosa che ha permesso ai soliti furboni di mettersi davanti a tutti; non solo, per problemi logistici è stato consentito ai partecipanti di parcheggiare sulla strada della partenza creando un po’ di apprensione subito dopo il via.
Tutto è filato liscio e dopo la prima salitella il gruppo si è un po’ sgranato evitando così la coda all’ingresso della parte sterrata.
Ho evitato di spingere subito come un forsennato per non rimanere senza energie nel finale considerando che per vari motivi non pedalavo da un mese, per cui me la sono presa comoda e ho pensato solo a divertirmi e a guidare bene.
Poco dopo il primo terzo di gara la catena ha iniziato a saltare, ma non ci ho fatto molto caso perché pensavo che il cambio avesse perso la regolazione per cui ho cercato di sistemarlo agendo sul comando della tensione del cavo, ma senza grandi risultati.
Negli strappi in salita sentivo la catena sforzare un po’ ed infatti a circa 8 km dall’arrivo si è aperta una maglia e mi sono ritrovato a pedalare a vuoto…
Non avendo lo smagliacatena ho chiesto ad un po’ di bikers, ma nessuno ha potuto aiutarmi, perciò mi sono incamminato verso l’arrivo mestamente a piedi.
Dopo un po’ ho pensato di provare comunque ad aggiustare la catena con un intervento alla MacGiver e fortunatamente sono riuscito a tornare all’arrivo nonostante la maglia fosse rimasta aperta: ho messo il 32 davanti ed il 22 dietro per mantenere la catena dritta ed ho evitato di cambiare e di strappare per cui ho fatto l’ultima salitella a piedi.
Ho perso 15 minuti ed in più mi sono fermato per aiutare un altro biker con la catena rotta: ho provato a ripararla, ma la sua si è aperta di nuovo dopo pochi metri.
La giornata si è conclusa con la perdita degli occhiali… vabbè.
L’organizzazione ha fatto un buon lavoro anche se il pacco gara era davvero molto scarno (un paio di guantini estivi personalizzato) e mancava un ristoro finale con almeno l’acqua o i sali.
Comunque nel complesso è stata una bella gara.
La prossima sarà la Buffalos’ race, il 16 maggio a Vanzago.